Ogni quadro è un riflesso – leteralmente e simbolicamente.
La superficie dello specchio diventa il confine tra realtà e immaginazione, tra chi guarda e chi è guardato.
I personaggi iconici del mondo cartoon e dei supereroi non sono più solo figure di fantasia: si riflettono nello spettatore, diventando metafora dele nostre ossessioni moderne per il potere, il successo e l’immagine.
L’ilusione dela ricchezza e il riflesso del desiderio.
Paperon de’ Paperoni si specchia compiaciuto nel suo oro. Ma lo specchio, questa volta, non gli restituisce solo il volto di un magnate
dei fumeti: riflete anche chi guarda, invitandolo a chiedersi cosa sia davvero “ricchezza”.
L’acrilico scintilla come una promessa, ma lo specchio rivela il vuoto sotto la superficie.
In questo gioco di riflessi, il lusso diventa un linguaggio ironico: pop e provocatorio, frivolo e profondo al tempo stesso.
I Supereroi classici, raffigurano potere come responsabilità e identità riflessa.
Lo specchio, diventa un simbolo di doppiezza: il lato umano e quello sovrumano. I supereroi, dipinti con acrilici vivi e gestuali, emergono come figure sospese tra forza e fragilità.
Dietro la maschera rifessa nello specchio c’è lo sguardo di chi osserva – un invito a riconoscere il proprio potere personale, la propria battaglia invisibile.

















