È una dolce ossessione quella che mi abita,
un equilibrio sottile tra piacere e necessità.
Non mi consuma, mi accende.
È la condanna più dolce, la libertà più vera,
che scorre nelle vene come il mare nei sogni:
calma, profonda, indispensabile.
Perchè senza la mia passione non saprei più dove posare il cuore.
È una dolce ossessione quella che mi abita, un equilibrio sottile tra piacere e necessità.
Non mi consuma, mi accende.
È la condanna più dolce, la libertà più vera, che scorre nelle vene come il mare nei sogni: calma, profonda, indispensabile.
Perchè senza la mia passione non saprei più dove posare il cuore.
Attraverso immagini pop e ironiche (cartoni animati, loghi, strass), le opere parlano di ambizione, desiderio di visibilità e bisogno di affermazione. “Cash is never trash” non glorifica il denaro, ma lo osserva e lo trasforma in arte, rivendicando il diritto di desiderare di più senza vergogna. In una società che finge modestia ma idolatra l’oro, queste opere diventano un atto di onestà: riconoscono che anche i sogni hanno un costo.
Attraverso immagini pop e ironiche (cartoni animati, loghi, strass), le opere parlano di ambizione, desiderio di visibilità e bisogno di affermazione. “Cash is never trash” non glorifica il denaro, ma lo osserva e lo trasforma in arte, rivendicando il diritto di desiderare di più senza vergogna. In una società che finge modestia ma idolatra l’oro, queste opere diventano un atto di onestà: riconoscono che anche i sogni hanno un costo.
La serie di quadri ritrae icone dei cartoni animati dell’infanzia della generazione boomer utilizzando il cartone come supporto, un materiale fragile e non prezioso. Questa scelta crea un contrasto volutamente ironico con la cornice in legno classica e invita a riflettere sul concetto di valore, sulla nostalgia e sulla cultura pop. Le opere mettono in discussione ciò che viene considerato degno di essere conservato, evidenziando la fragilità della memoria e la natura effimera e commerciale dei ricordi d’infanzia. Nel complesso, la serie propone una critica sottile alla commercializzazione della nostalgia e al modo in cui la società attribuisce valore più all’apparenza che al significato autentico.
Lo specchio separa e unisce realtà e immaginazione, opera e spettatore. Personaggi cartoon e supereroi diventano metafore delle ossessioni contemporanee per ricchezza, potere e immagine, coinvolgendo direttamente chi guarda. Il lusso e la ricchezza sono mostrati come illusioni scintillanti che nascondono un vuoto più profondo. Attraverso uno stile pop e ironico, lo specchio rivela la doppiezza tra apparenza e identità, forza e fragilità, invitando lo spettatore a interrogarsi sul proprio desiderio, sul significato del potere e sulla propria dimensione interiore.
Lo specchio separa e unisce realtà e immaginazione, opera e spettatore. Personaggi cartoon e supereroi diventano metafore delle ossessioni contemporanee per ricchezza, potere e immagine, coinvolgendo direttamente chi guarda. Il lusso e la ricchezza sono mostrati come illusioni scintillanti che nascondono un vuoto più profondo. Attraverso uno stile pop e ironico, lo specchio rivela la doppiezza tra apparenza e identità, forza e fragilità, invitando lo spettatore a interrogarsi sul proprio desiderio, sul significato del potere e sulla propria dimensione interiore.
Una società in cui l’apparenza e il packaging contano più del contenuto. La serie di quadri mostra personaggi dei cartoni animati, un tempo simboli di innocenza, trasformati in prodotti brandizzati e icone del consumo. Attraverso colori brillanti e immagini pop, le opere denunciano la sostituzione della sostanza con l’estetica e interrogano su cosa stiamo davvero “comprando”. Dietro l’involucro scintillante resta un vuoto, ma anche la possibilità che sopravviva ancora un nucleo autentico e umano.
Il gioco di parole tra “Princess” e “Pringles” per criticare il modo in cui la donna contemporanea viene idealizzata ma allo stesso tempo consumata e scartata. Betty Boop diventa il simbolo di questa contraddizione: icona di libertà e sensualità, ma ridotta a immagine desiderabile. La serie “Princesses” riflette in chiave pop sull’oggettificazione femminile e sulla ricerca ossessiva di bellezza e attenzione, mostrando come la società consumi le sue “principesse” in modo rapido e superficiale.
Il gioco di parole tra “Princess” e “Pringles” per criticare il modo in cui la donna contemporanea viene idealizzata ma allo stesso tempo consumata e scartata. Betty Boop diventa il simbolo di questa contraddizione: icona di libertà e sensualità, ma ridotta a immagine desiderabile. La serie “Princesses” riflette in chiave pop sull’oggettificazione femminile e sulla ricerca ossessiva di bellezza e attenzione, mostrando come la società consumi le sue “principesse” in modo rapido e superficiale.
Una serie di quadri che non ritraggono volti, ma l’energia e la passione delle persone attraverso il movimento. Sport e hobby diventano rituali essenziali, momenti in cui fatica, concentrazione e gesto si trasformano in libertà e spiritualità. Le opere catturano l’istante in cui corpo e anima coincidono, celebrando le passioni come ossessioni sane e necessarie, capaci di dare equilibrio, senso e vita a chi le pratica.
In un mondo urbano sospeso tra luce e oscurità, angeli moderni e ribelli che proteggono le anime smarrite. Figure a metà tra sacro e strada, indossano simboli di lusso reinterpretati come segni di sopravvivenza, identità e riscatto. Guerrieri e poeti dei tempi moderni, camminano tra cielo e asfalto custodendo un fragile equilibrio tra bene e male. Ogni opera racconta un frammento della loro missione: non promettono miracoli, ma difendono l’anima, la dignità e la luce che nasce dal buio.
In un mondo urbano sospeso tra luce e oscurità, angeli moderni e ribelli che proteggono le anime smarrite. Figure a metà tra sacro e strada, indossano simboli di lusso reinterpretati come segni di sopravvivenza, identità e riscatto. Guerrieri e poeti dei tempi moderni, camminano tra cielo e asfalto custodendo un fragile equilibrio tra bene e male. Ogni opera racconta un frammento della loro missione: non promettono miracoli, ma difendono l’anima, la dignità e la luce che nasce dal buio.





