Questa serie di quadri, raffigurante icone dei cartoni animati dell’infanzia dei “boomer” (generazione nata tra il 1946 e il 1964), utilizza un contrasto deliberato tra il supporto su cui sono realizzati e la loro presentazione per offrire una riflessione critica e ironica SUI valore, la nostalgia, e la cultura popolare.
Il cartone, “Simbolo del Non Prezioso” e’ un materiale economico, fragile e generalmente associato a oggetti usa e getta, viene qui utilizzato come supporto per rappresentare personaggi che hanno avuto un impatto significativo sull’immaginario di un’intera generazione.
Questo materiale viene solitamente considerato poco duraturo, banale, e destinato a proteggere o trasportare altri oggetti più preziosi. L’USO del cartone per ritrarre figure iconiche della cultura popolare, ampiamente riconosciute e amate, è una scelta irriverente che mette in discussione l’idea di ciò che è realmente prezioso o degno di essere conservato.
Le icone dei cartoni animati sono profondamente radicate nella memoria collettiva della generazione boomer. Questi personaggi rappresentano un periodo di spensieratezza, creatività e ottimismo, un’era in cui l’intrattenimento era accessibile e spesso trasmesso attraverso mezzi semplici.
Tuttavia, il modo in cui vengono raffigurati su un materiale così poco nobile come il cartone può suggerire una riflessione sulla fragilita della memoria e su come la cultura di massa possa essere vista sia come qualcosa di nostalgico che di effimero.
L’elemento della cornice in legno classica, amplifica il contrasto con il cartone, materiale considerato banale, giocando con le aspettative dello spettatore, sfidando le convenzioni su ciò che dovrebbe essere considerato prezioso o artisticamente significativo. La cornice diventa un simbolo di quanto la societa tenda a valorizzare l’apparenza e l’estetica, mentre il cartone sottolinea la natura transitoria e commerciale dei ricordi dell’infanzia.
Questa serie di opere PUO essere vista come una critica sottile alla commercializzazione della nostalgia. Raffigurandoli su cartone, l’artista vuole ricordare che,nonostante il valore affettivo attribuito a questi personaggi, essi sono stati sempre legati a una logica di consumo.



























